mercoledì 31 agosto 2011

La mia bici tra i rifiuti

di F.A.

Lettere dai pendolari

Il 1° agosto, in partenza per le ferie, mi sono recata in stazione in bicicletta e l’ho parcheggiata, come faccio ogni giorno durante l’anno (visto che sono pendolare), ancorandola alla ringhiera di una scala che si trova proprio di fronte al deposito a pagamento delle bici.

Il 19 agosto, al mio ritorno dalle vacanze, la bicicletta era sparita.

Il lunedì successivo, alla ripresa del lavoro, un collega pendolare mi dice di aver visto la mia bici nei pressi dei cassonetti a lato di BorgoFaxhall. La sera, al rientro, corro a verificare: gettata malamente a terra, tra rifiuti e olezzo di umane deiezioni, c’è proprio la mia bicicletta.

Con grande stupore, noto che il lucchetto è stato manomesso, ma ciononostante è ancora chiuso. Quando però cerco di aprirlo con la legittima chiave, la serratura risulta bloccata.

Insomma, qualcuno si è dato la pena di aprire il lucchetto (altrimenti non avrebbe potuto staccare la bicicletta dalla ringhiera cui l’avevo legata), di buttare la bici accanto ai cassonetti e poi di richiuderlo accuratamente. Ma chi? E perché?

Forse un ladruncolo insoddisfatto del bottino? Non credo: già a prima vista è chiaro che la mia è una bici “da battaglia”, che non può certo garantire prestazioni eccezionali, né procurare lauti guadagni. E poi, se il presunto ladro era così indispettito, non credo che avrebbe perso tempo a richiudere il lucchetto. Forse un malvivente fulminato da improvvisa redenzione? Nel caso, ne sarei oltremodo compiaciuta, anche se il disprezzo con cui ha trattato la mia bici mal si accorda con una verace, per quanto repentina, conversione.

Insomma, più che di un tentato furto, la disavventura ha tutta l’aria di un dispetto (piuttosto impegnativo, però!) ai danni di un’innocua bicicletta, perfettamente identica a centinaia di altre, dalle quali si distingue soltanto per il cartello “io pedalo ma non pago! “ che campeggia sulla ruota posteriore e che attesta la mia adesione alla campagna dell’Associazione Pendolari contro “l’obbligo” di parcheggiare la bici a pagamento nel capannone.

Ma sarebbe assurdo pensare che proprio il cartello sia la causa di tutto, no?! E infatti non voglio credere che qualcuno possa abbassarsi a compiere un gesto tanto idiota e volgare.

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